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Comune di Bellino
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BELINS - BELLINO

Su tutti documenti antichi il top, ossia Blins, non appare mai scritto come comunemente lo si pronuncia. La forma latina, in uso fino al XV secolo, varia da Belim (XII secolo) e Belino (XIII) a Bellino e Bellini nel XIV, mentre la forma ufficiale nei documenti francesi a partire dal XVI secolo non si discosta quasi mai da Bellins per cui è logico ritenere valida questa forma, anche per risalire correttamente all'etimologia del nome che comunque rinate incerta e controversa, potendo derivare da un cognome, dalla voce belin: pecora da fr, antico e infine da "Belonos", dio celtico del sole di cui forse un'effige esiste tuttora murata all'esterno della cappella di S. Antonio.

Il comune ha una superficie di 62.19 Kmq con una popolazione ommai dissanguata da un vero esodo verso Francia e Piemonte per cui a malapena supera nel 1990, le 200 persone, mentre nei secoli XVIII e XIX raggiunse i 1200 abitanti. La parlata, "nostro modo" appartiene all'area culturale occitana e presenta , molte analogie con il delfinese e il provenzale. La religione, dopo gli iniziali culti pagani, è sempre stata quella cattolica ad esclusione di un periodo protestante che si instaurò nella comunità tra il 1578 e il 1680.

L'economia si basa da secoli sull'intenso sfruttamento della terre coltivabili e dei pascoli: nei periodi di forte popolamento furono frequenti le carestie e la sottoalimentazione per cui l'emigrazione verso la Francia , stagionale prima e definitiva poi, raggiunse nel secolo scorso una dimensione notevole a cui fece seguito un costante calo demografico e una migliore qualità della vita. Blins si frazionava in passato nel Cartier de la Roche en Haut e Cartier de la Roche en Bas (ora "Cartier n'Aout e Cartier n'Aval") corrispondenti alle attuali parrocchie di "S. Esprit" con le "ruà" di "Prafaouchier, les Seles e Chazal", e di "S. Jacou", comprende le borgate di "Arbeireto, Rubiero, Masdibarnà, Ruà la Guieizo, Fountanil, Bals e Pieiné". Due ulteriori abitati, "Mas di Brun e Prafiol", scomparvero nel tempo e forse altri ne esistettero ma non ne abbiamo notizie sicure. Questi due "Cartier" formarono comunque sempre una comunità unica con unica amministrazione retta da un sindaco e dodici consiglieri, equamente eletti dalle due parti. Tutte le "ruà" sono ora raccordate da strade carrozzabili facenti capo alla "Viò Novo" o provinciale giunta a Blins verso il 1936, sostituendo quasi totalmente l'antico Cemin Royal che allora prese il nome di "Viò vieio".

La valle di Bellino è a orientamento Est - Ovest comprende pertanto due versanti assai dissimili come vegetazione e clima: l' "adrech" e gli "ubac" mentre a monte di S. Anna essa si apre in un ampio ventaglio di alpeggi pregiati per il pascolo, che si definiscono comunemente "mountagnes" o "valoun" (montagne e valloni). L'altitudine minima si ha nei pressi dell' "Arbeireto" con m. 1360 circa e massima con "la Monjoio" m. 3340. Una breve sintesi storica si può tracciare partendo dai Liguri montani, pare siano stati i primi abitatori stabili di Blins. Successivamente una migrazione celtica dalla Gallia infoltì gli stanziamenti e ci fu una pacifica fusone tra i due popoli, i cui discendenti appartennero al regno di Cozio e quindi all'impero romano. Nei primi secoli dopo Cristo, il paganesimo sparì gradualmente davanti alla diffusione del culto cattolico: la comunità conobbe le periodiche e devastanti invasioni dei Goti e Borgognoni fin verso il secolo ottavo, quando una certa stabilità si instaurò con l'istituzione dei feudi del regno Franco. Tra questi, uno dall'ubicazione alquanto incerta, quello di Auriate, comprese pure Blins insieme a veste località dell'attuale provincia di Cuneo e probabilmente questa situazione continuò fino alla nascita del Marchesato di Saluzzo nel 1142, che estese la sua signoria in tutte le valli dalla Stura al Po. Nel 1210, per accordi intercorsi tra il Marchesato e il Delfino di Vienne, ebbe inizio un graduale passaggio di Blins dalla sovranità marchionale a quella delfinale, che si estendeva su un vasto territorio a cavallo delle Alpi e gravitante su Grenoble e Briancon, con importanti autonomie e statuti di mutua assistenza tra i cinque "escartoun" che la componevano.

Questo succedeva nel XIV secolo ma comunque nel 1349 il Delfinato passava alla corona di Francia, ceduto dall'ultimo Delfino. Umberto II, senza che questo mutasse la qualità della vita nell'alta Valle. Carestie, alluvioni, peste e passaggi di armate, il tutto accompagnato da un'insopportabile imposizione fiscale, provocarono un notevole calo demografico nell'estrema Caracho e a Blins, nel 1449, durante un "revisio focorum" o censimento voluto per accertare e reali capacità contributive del paese, risultavano esserci 17 case abbandonate dai proprietari immigrati per l'impossibilità di pagare le tasse. In tempi da segnalarsi l'avvento del Calvinismo nella Castellata con la quasi scomparsa del cattolicesimo e relative violenze e guerre tra le due parti, fo all'inizio del XVII secolo quando, progressivamente, per opera dei frati Cappuccini della missione di Casteldelfino, il culto cattolico veniva ristabilito. Nel 1630 la peste ornava ad infierire ovunque e non risparmiava le comunità montane, apportando nuovi grandi vuoti tra la popolazione. A Blins, sei anni dopo, vengono censiti 882 abitanti ma questo non ci aiuta a valutare i morti provocati dall'epidemia. Comunque nel 1681 la comunità comprende 1200 anime evidenziando un notevole recupero demografico, malgrado le ricorrenti calamità tra le quali emergono per la loro violenza le scorrerie delle milizie valdesi a servizio del Piemonte.

Con il trattato di Utrecht del 1713, Blins passa ai Savoia con gli inevitabili mutamenti di ogni genere, non sempre graditi. Lo spartiacque tra Francia e Piemonte assume ora un significato politico , dividendo popoli fratelli, e la diffidenza de Sabaudi verso locali, si manifesta in molteplici modi, a cominciare dalla sostituzione del Castellano e di alcuni parroci ritenuti poco fidati. Ampie modifiche subisce pure il tradizionale procedimento per l'elezione dei consigli comunali e truppe piemontesi stazionano sovente nella zona sia per attuare cordoni sanitari sia per vigilare sul comportamento dei nuovi sudditi. Il 19 luglio 1744, avviene la battaglia di "Moutcaval, o Bataiolo" che dir si voglia, con successivo saccheggio del paese, mentre si chiude la lunga parentesi delle miniere di ferro e altri minerali che avevano avuto un'importanza notevole nell'economia locale. Le guerre della Rivoluzione Francese fanno tornare momentaneamente Blins sotto la Francia incorporando il paese nel Departement de la Stura, ma, nel 1815, l'appartenenza al Piemonte e quindi all'Italia diventa definitiva e la comunità si colloca nel circondario di Saluzzo e mandamento di Sampeyre. Le possibilità di trovare un lavoro su questo versante delle Alpi sono completamente inesistenti per cui l'eccedenza di braccia (e di bocche) delle sovrappopolate frazioni dell'alta valle cerca, e trova, uno sfogo sempre più ampio in molte regioni francesi, soprattutto in quelle del sud dove la comune cultura occitana facilita l'integrazione di nuovi venuti di modo che la migrazione dapprima stagionale diventa in molti casi definitiva.

Contemporaneamente a questo fenomeno venne introdotta a Blins la patata (inizio XIX secolo) e finalmente la lunga fame della comunità si attenua e migliora notevolmente la qualità della vita. Le guerre di questo secolo provocano molte vittime tra i richiamati allearmi e mettono temporaneamente fine al fenomeno migratorio, ma benché la comunità sia ormai ridotta a 700-800 abitanti, questo riprende a partire dagli anni sessanta e si trasforma in esodo ( questa volta verso le città piemontesi) per cui la montagna in breve si spopola fino a presentare l'attuale desolante quadro delle borgate vuote e della fine di una civiltà. Ci sono piccoli cenni di rinascita e una speranza di una nuova economia, che sta prendendo poco per volta nuove fondamenta/radici; attualmente i residenti sono diventati 158 ab. (anno 2007) e dopo molto tempo nell'anno 2006 e 2007 ci sono state due nuove nascite.

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